"La 17 gliel'ho data io! ", Capparella a TN: "Vi racconto Marek, un ragazzo d'oro. Merita l'ultimo grande contratto e l'amore dei napoletani"

06.02.2019 10:40 di Dario De Martino Twitter:   articolo letto 20806 volte
© foto di Federico De Luca
"La 17 gliel'ho data io! ", Capparella a TN: "Vi racconto Marek, un ragazzo d'oro. Merita l'ultimo grande contratto e l'amore dei napoletani"

(di Dario De Martino). "La 17 a Marek gliel'ho data io". Una frase alla Pippo Baudo (nei giorni di Sanremo ci sta sempre bene) con la voce di Marco Capparella. "Eravamo in ritiro. Marek indossava la 17 a Brescia e mi chiese di prenderla. Io non ebbi problemi. Decisi di prendere la 7 lasciata libera da Ivano Trotta. Dopo un po' arrivò in Pocho Lavezzi e mi chiese anche la 7. Anche in quel caso non ebbi problemi. Feci due calcoli, mia figlia Martina era nata il 20, mio figlio il 7 e ho detto 'famo il 27'. Tutti contenti e così in quell'anno di A col Napoli ho portato quella maglia" ricorda Capparella ai microfoni di Tuttonapoli.net. Ed ora che si discute del ritiro della maglia del capitano ci scherza su: "Io spero lo facciano al più presto così prende valore la mia maglia". E tra una risata e l'altra ricorda: "Nei due anni di C ho indossato spesso anche la 10. Potrei essere uno degli ultimi con la maglia di Maradona e anche l'ultimo con la maglia di Hamsik, domani a Napoli diranno 'adesso ha rotto sto Capparella'". 

Oltre gli scherzi, come ha reagito l'ex compagno Capparella alla notizia dell'addio di Hamsik?
"Dopo 12 anni doveva succedere. Ha lasciato un gran ricordo a Napoli. Ha l'età giusta per andar via e non lascia per una concorrente italiana. E' andato in Cina, si è preso l'ultimo contratto importante della sua carriera e credo che se lo meriti. E' un ragazzo d'oro e restarà sempre un grande capitano. Gli faccio il miglior in bocca al lupo perchè ha dato sempre l'anima e merita tutto il bene del mondo". 

Lei faceva parte del gruppo storico dello spogliatoio che ha accolto Hamsik. Cosa ricorda del giovane Hamsik arrivato in azzurro?
"Un ragazzo esemplare, tranquillo e taciturno. E negli anni è rimasto sempre così, dispobibile e sereno. E' quello che gli ha permesso di restare 12 anni a Napoli. Anche nei momenti difficili è riuscito sempre a restare sereno". 

Questo atteggiamento 'tranquillo' è stato letto spesso da molti come mancanza di personalità, un minus importante per un capitano. 
"Hamsik è così. C'è chi dice che chi non parla a metà campo non può fare il calciatore. Pirlo in tutta la carriera non ha detto una parola ed è diventato campione del mondo. Marek non ha mai saltato un allenamento. Era il primo ad arrivare e l'ultimo ad uscire. Un grande professionista. Le chiacchiere stanno a zero".

Il Napoli ne esce indebolito da questa cessione? 
"Ovviamente sì. Perde un capitano e un ragazzo che da 12 anni conosce l'ambiente e lo spogliatoio. Ma perde anche un calciatore che sta ancora bene. Lo ha dimostrato nella partita contro la Sampdoria. Ha giocato al massimo a due tocchi, ha dato i tempi giusti alla squadra. E poi quel cambio gioco di collo piede a lanciare Callejon per il primo gol di Milik. Un qualcosa di fantastico". 

Che le ne pare del Napoli di Ancelotti dopo i primi sei mesi? 
"Mi è dispiaciuto per l'uscita dalla Champions dopo aver giocato la competizione europea al massimo. Anche quest'anno c'è stata un po' di sfortuna. Ancelotti sta facendo un grande lavoro. Purtroppo in campionato c'è una Juve fortissima che ha due squadre e vincerà con ogni probabilità lo scudetto. Dispiace per il Napoli che lotta da anni, ma quest'anno i bianconeri sono troppo più forti".