Cannavaro da brividi: "Napoli per me è tutto, un giorno tornerò. Con Mazzarri ho sperato nello scudetto, i fischi col Torino ferita dolorosa"

 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:   articolo letto 44100 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Cannavaro da brividi: "Napoli per me è tutto, un giorno tornerò. Con Mazzarri ho sperato nello scudetto, i fischi col Torino ferita dolorosa"

"Non ho vinto molto nella mia carriera, ma la Coppa Italia alzata con il Napoli per me ha un sapore unico". Lo racconta Paolo Cannavaro, ex capitano del Napoli, in un'intervista ai "Signori del calcio" su Sky. "Nell'ultimo anno con Mazzarri ho sperato veramente di riuscire a vincere lo scudetto, sarebbe stata davvero speciale" dice Cannavaro, che poi si sofferma sulla città: "Io amo Napoli, mi manca, sono certo che tornerò a Napoli e morirò nella mia città. Mi piacerebbe anche tornare a lavorare nel Napoli in un altro ruolo. Napoli per me è tutto". A proposito di questo, Cannavaro ricorda quando decise di abbracciare le sorti della squadra di De Laurentiis in serie B: "Mi telefonò Fedele e mi disse che c'era la possibilità di andare al Napoli perchè Marino mi voleva. Dissi immediatamente di sì, volevo a tutti i costi tornare a giocare per il Napoli. Quell'anno fu speciale, tra i vari tatuaggi che ho c'è quello della data della promozione in Serie A". I tifosi? "Ho un rapporto eccezionale, ma ho una ferita dolorosa. Giocavamo Napoli-Torino al San Paolo. Era un periodo difficile e i  tifosi mi fischiavano tremendamente ogni volta che toccavo palla. Così chiesi a Contini di passarmi il pallone e lo sparai in tribuna.  Non riuscivo a capire perchè i tifosi fischiavano proprio un napoletano, non meritavo quel trattamento. Da quel momento però mi sono ripreso e ho cercato di fare ancora meglio. Da allora in poi sono stato ancora più amato dai tifosi". L'addio al Napoli? "Capii che non ero nei piani del nuovo allenatore (Benitez, ndr) e andai via".

Infine una battuta su Insigne: "Gli auguro di diventare quello che volevo diventare io per il Napoli, lui può diventare il Totti azzurro. Ha un talento eccezionale ma la società lo deve preservare. Lo paragonai subito ad Ortega, un talento che fa innamorare immediatamente. Caratterialmente deve restare così. E' un giocherellone".