Roma, Fonseca allontana le voci: “Penso al presente, il futuro non è importante”

Dopo la vittoria in Europa per la Roma di Fonseca arriva l'impegno in campionato contro il Bologna. Fondamentale vincere per provare a rimanere in scia nella corsa alla Champions.
10.04.2021 16:30 di Francesco Carbone   Vedi letture
Roma, Fonseca allontana le voci: “Penso al presente, il futuro non è importante”
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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Dopo la vittoria in Europa per la Roma di Paulo Fonseca arriva l'impegno in campionato contro il Bologna. Fondamentale vincere per provare a rimanere in scia nella corsa alla Champions. Di seguito le parole del tecnico in conferenza stampa:

C'è questa contraddizione della sua squadra tra Europa e Serie A: come mai?

"Sono due competizioni diverse. Come ho detto prima della partita con Ajax, noi siamo stati quasi sempre tra i primi 4 della classifica. Penso che è importante dire che sono mancati giocatori importanti in questo momento. Sono comunque due competizioni diverse: la Serie A è lunga, l'Europa League è più breve. Penso che la verità è più facile sbagliare in una competizione lunga senza i giocatori importanti"

Lei non ha mai pensato al suo staff un ottimo conoscitore del calcio italiano?

"Mai l'ho pensato"

Come si prepara mentalmente la gara di domani?

"E' facile, i giocatori capiscono che la prossima è sempre la più importante. Ora devono capire che è importantissimo vincere con il Bologna".

Cosa risponde a Sabatini che ieri, oltre ai complimenti, ha detto che il silenzio dei Friedkin è irrispettoso: che ne pensa?
"Io non ho visto l'intervista, grazie per le parole. Non voglio commentare quello che non conosco".

Sul suo futuro è vero che è già tutto deciso?

"Il mio futuro non è importante. Io sono solo focalizzato sul presente. E' più importante la Roma".

Come stanno Smalling e Mkhitaryan?

"Sarà difficile avere Smalling con l'Ajax. Mkhitaryan si è allenato oggi, è il primo. Non giocherà dall'inizio domani. Veretout vediamo perché ha giocato dopo l'infortunio con l'Ajax".

Può avere senso scegliere di puntare su una competizione?

"La cosa più importante è il Bologna".

Cosa manca al calcio italiano per affidarsi ai giovani?

E’ un problema culturale, di necessità. Non possiamo dimenticare che la Serie A è uno dei campionato più forti d’Europa e del mondo. In Olanda o Portogallo non hanno il potere d’acquisto dei principali campionati d’Europa e sono obbligati a formare i giocatori. In Italia è diverso. Qui a Roma abbiamo un esempio però con Kumbulla, Calafiori, Villar.

Domani ci sarà una soglia di attenzione maggiore?

"Sarà una partita difficile ma siamo focalizzati su tutta la squadra. Sappiamo che sarà una partita difficile contro una squadra aggressiva".