La decisione della BBC e la clamorosa rivelazione di De Rossi: ecco l'unico colpevole dell’esclusione di Insigne

 di Arturo Minervini Twitter:   articolo letto 58702 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La decisione della BBC e la clamorosa rivelazione di De Rossi: ecco l'unico colpevole dell’esclusione di Insigne

Figurati se l’Italia non va ai mondiali. Ce lo siamo ripetuto mille volte in questi giorni, lo hanno fatto anche i diretti interessati con proclami rivelatisi poi avventati. Era un pensiero così lontano dal nostro pensiero sociale, perché l’Italia al Mondiale l’abbiamo sempre vista a meno che non fossimo nati proprio prima della seconda guerra. Così ci siamo avvicinati alla sfida decisiva con la Svezia, con la presunzione che un gol agli svedesi l’avremmo sicuramente fatto. Dopo la disfatta di Solna e quella follia di piazzare Insigne nel finale al posto di Verratti, tutta l’Italia calcistica aveva individuato proprio in Lorenzo l’uomo su cui puntare per scardinare l’armadio ikea che si sarebbe stato montato a San Siro. Chi se non lui? Per talento, per giocate, per carattere in una squadra priva di forti personalità nel reparto avanzato. 

La pressione della BBC. Con Buffon tra i pali, la vecchia retroguardia della Juve composta da Chiellini, Barzagli ed il traditore Bonucci (passato in estate al Milan) ha spinto però per la conferma della difesa a 3 e Ventura non ha avuto al forza di imporsi. Come aspettarsi altro da chi in carriera vanta come miglior risultato un sesto posto. La debolezza di Ventura, mista con la sua presunzione, ha fatto il resto. Nel ‘papocchio’ generale il selezionatore lancia Jorginho nella mischia, dopo averlo definito inadeguato al suo gioco. Passano i minuti, Jorginho è il migliore degli azzurri e nella testa di Ventura si genera una malsana idea. Già sbugiardato alla grande dal regista azzurro, mette le proprie idee dinanzi al bene dell’intero movimento calcistico italiano. Si intestardisce, manda a scaldare anche i venditori di castagne, ma il Magnifico non viene preso nemmeno in considerazione. 

Mai nella storia probabilmente si era vissuta una situazione così paradossale. Mai si era visto un calciatore che dice chiaramente al suo allenatore ‘Cosa cavolo mi fai entrare? Deve entrare lui (Lorenzo, ndr), dobbiamo vincere!”. La rivelazione di De Rossi inchioda Ventura alle sue responsabilità: nessun veto c’era sul talento del Napoli, perché del gruppo dei senatori De Rossi fa sicuramente parte. I minuti vanno avanti veloci, arriva il terzo cambio e per Insigne non c’è spazio. Al triplice fischio finale crolla un castello fatto di nulla, solo di chiacchiere e superbia. Quel peccato capitale che ha condannato non solo Ventura, ma ha mortificato il più forte calciatore italiano. Pensate a quanto debba essere mortificante sapere di essere il più bravo ed assistere senza poter far nulla ad un fallimento. Un’offesa all’anima, al talento, alla bellezza. Pensate alla sofferenza atroce di Lorenzo Insigne, mentre subiva una delle più grandi ingiustizie del nostro calcio. Una catena che ti toglie il respiro, un abuso di potere che non ha giustificazioni e spiegazioni. Dicono che sia solo calcio, ma in realtà è una metafora della vita reale. Spesso questo mondo quelli bravi li rifiuta, preferiscono i mediocri. Preferiscono quelli che stanno sempre sui binari per morire lentamente con le loro abitudini. Proprio come Ventura...