TN - La lavagna tattica di Del Genio: "Col Milan importante far girare velocemente il pallone. Da Sarri ad Ancelotti, una novità su tutte: il Napoli ha più identità. Diawara, il meglio con Fabian. Allan, nessun dubbio..."

26.01.2019 07:40 di Pierpaolo Matrone Twitter:    Vedi letture
TN - La lavagna tattica di Del Genio: "Col Milan importante far girare velocemente il pallone. Da Sarri ad Ancelotti, una novità su tutte: il Napoli ha più identità. Diawara, il meglio con Fabian. Allan, nessun dubbio..."

"Mi aspetto una partita molto spettacolare, perché Gattuso sta provando a far giocare il Milan. E' una squadra che parte sempre dal basso, prova a palleggiare e ha un centrocampo nuovo". Milan-Napoli, si sa, non è una partita come tutte le alte. Per questo le aspettative sono alte, a San Siro potrebbe davvero essere spettacolo vero. Per il pronostico ci aiuta la tattica e, insieme all'esperto Paolo Del Genio, abbiamo effettuato la lavagna tattica di questa sfida, nell'ormai consueto appuntamento tra il collega e il nostro microfono: "Inizialmente c'erano Biglia e Bonaventura, ora i titolari sono Bakayoko e Paquetà, oltre a Kessié. Un reparto di buona forza fisica e di buona qualità. Davanti c'è Cutrone, sempre pericoloso, e Suso, il migliore del Milan. C'è buon talento. Il Napoli è superiore, ma serve una grande partita".

Contro la Lazio decisivi i cambi di gioco, in questo caso invece quale potrebbe essere il tema tattico dominante? "Far girare velocemente il pallone potrebbe essere importante perché il Milan può ritrovarsi in superiorità numerica in mezzo al campo, tre contro due, però potrebbe avere inferiorità numerica sugli esterni, se viene fatto girare velocemente il pallone, dal momento che Paquetà e Kessié dovrebbero fare il cosiddetto scivolamento, il movimento orizzontale per andare a corpire sull'esterno, che secondo me non è totalmente nelle loro corde. Quindi i rossoneri potrebbero avere difficoltà se il Napoli farà girare velocemente il pallone".

Quindi la sfida nella sfida tra i due centrocampi sarà determinante: il Milan avrà un reparto fisico, il Napoli schiererà quasi certamente la coppia Fabian-Diawara, non essendoci Allan e Rog. "Anzitutto ci siamo tolti questo pensiero di non vedere mai la coppia migliore, Allan-Fabian, una soluzione rimandata massimo di una settimana. Sarebbe uno dei tandem migliori del campionato. Per oggi è giusto che giochi Diawara, visto che contro la Lazio ha risposto bene. Anche perché un'accoppiata Fabian-Zielinski o Fabian-Hamsik potrebbe essere eccessiva, abbastanza rischiosa dal punto di vista dell'interdizione. Contro un centrocampo fisico credo sia l'opzione migliore quella con Diawara".

A questo punto, con la sempre più probabile partenza di Rog, Diawara diventerà il primo sostituto di Allan, visto che altri centrocampisti con doti di copertura non ci saranno più. "Sì. Secondo me Diawara riesce meglio giocando con Fabian perché quest'ultimo si prende la responsabilità di impostare e, così, Diawara fa un lavoro da gregario che gli riesce benissimo. Se invece dovesse prendere lui in mano le redini della squadra qualche piccola difficoltà può averla, fermo restando che resta un compito a cui per le sue qualità può adempiere".

A quanto pare Allan resta. Possibile che abbia inciso anche l'aspetto tattico sulla permanenza del brasiliano? Sarebbe stato complicato per il Napoli prende un suo alter-ego in quest'ultima settimana di mercato. "Senza Allan il Napoli sarebbe sicuramente uscito indebolito da questo gennaio, è scontato. Certo, sarebbe rimasto competitivo, ma il sodalizio azzurro avrebbe perso un giocatore dal rendimento altissimo. Leggo di qualche preoccupazione sul prosieguo della stagione di Allan, ma sono sicuro che non ci sarà nessun contraccolpo psicologico, anche Ancelotti mi è parso molto sereno".

Un'opinione personale: il Napoli è passato dalla filosofia sarrista, con il possesso palla dominante ed un gioco più in orizzontale, alla filosofia ancelottiana, secondo cui spesso il dominio del gioco viene lasciato all'avversario, sfruttando poi le ripartenze in verticale. Adesso che le abbiamo vissute entrambe da vicino, quale delle due scuole ti piace di più? "Non sono per una scuola, sono per quello che pensa l'allenatore riguardo la sua squadra, lui sa che tipo di messaggio possono recepire meglio i calciatori. Poi addirittura al Napoli c'è uno come Ancelotti, che non manda un unico messaggio. Alla domanda circa l'identità della sua squadra, l'allenatore rispose che voleva trovare più identità, non una sola. Pertanto non escludo partite in cui il Napoli farà molto possesso palla, partite in cui ne farà molto meno dell'avversario e strategie sempre diverse, a seconda dell'avversario che si ritroverà davanti".