La storia siete voi: Pino Taglialatela, the Dark Knight

Uno scudetto, una Supercoppa, tanto vagare per l'Italia ma è a Napoli che un napoletano non verrà mai messo nel dimenticatoio
12.06.2013 21:00 di Leonardo Ciccarelli Twitter:   articolo letto 13897 volte
© foto di Federico De Luca
 La storia siete voi:  Pino Taglialatela, the Dark Knight

"Indovina indovinello, quale genere di uomo ha i pipistrelli nel cervello?", frase celeberrima pronunciata da un magnifico Jim Carrey nelle vesti di Enigma, villain spalla di Tommy Lee Jones in Batman Forever. La risposta è ovviamente riferita all'uomo pipistrello che nel '95 vedeva nel Napoli un favoloso Pino Taglialatela che ripercorreva le sue orme.
La simbiosi tra Taglialatela ed il Cavaliere Oscuro è una cosa ormai entrata nel cuore dell'ex portiere azzurro tant'è che su Twitter ha un'immagine con il simbolo del personaggio creato da Bob Kane e Bill Singer su una maglia da calcio perché lui è stato il difensore di Napoli e del Napoli per tanti anni ed è così che va a finire quando ti ritrovi una maglia, la maglia della tua squadra del cuore, stampata a fuoco su pelle: non riesci più a scollartela di dosso.
La carriera di Pino Taglialatela comincia a casa, nell'Ischia Isolaverde, perché lui è un isolano doc. Nasce agli albori di un 1969 che viveva ancora dell'entusiasmo dovuto ai moti rivoluzionari che ha pervaso l'anno precedente ad Ischia per l'appunto e allo splendido arcipelago napoletano resterà sempre attaccato tant'è che ultimamente ha organizzato una kermesse a Capri con tanti ospiti di prestigio ma lui è però tifoso del Napoli e sogna di vestire quella maglia, sogno tutt'altro che fuori portata perché le sue doti non tardano a farsi notare. Finisce nella Primavera della società targata Corrado Ferlaino e bazzica la squadra titolare già dal 1986 perché Ottavio Bianchi lo sceglie come enfant prodige pronto ad imparare i segreti del ruolo più difficile del calcio alle spalle di due grandi: Garella e Di Fusco. Non scenderà in campo neanche un minuto ovviamente ma il primo scudetto è meritatamente anche suo ed è felicissimo durante i festeggiamenti in Piazza del Plebiscito mentre il popolo, il suo popolo, intona inni alla gioia dedicati al D10 del calcio.
La società si accorge di avere un gran potenziale tra le mani è decide di farlo giocare per avere un portiere pronto e napoletano: prima il Palermo in C, poi l'Avellino in B. Tornerà a casa con il Napoli nuovamente scudettato, sarà il secondo di Galli ed indosserà per 3 volte la casacca azzurra nell'anno del l'addio di Maradona e della sua fuga a Buenos Aires, ma per Pino non è ancora il momento, torna a Palermo ed in B si consacra come portiere di prim'ordine. A fine stagione nei piani societari doveva tornare in casa ma Galli non lo vuole, avere un secondo così ingombrante può essere complicato anche per un mammasantissima come l'ex numero 1 del Milan, Campione del Mondo 1982.
Prima la Ternana dove per varie vicende societarie non riesce a giocare poi il Bari: 34 goal subiti in 30 partite, il Napoli non chiederà ulteriori garanzie, Giuseppe Taglialatela sarà il nuovo primo portiere del Napoli.
Sono anni bui questi.
La società è allo sbando, è in dismissione. Negli ultimi anni si assistono ad addii eccellenti di alcuni figli della città come Cannavaro e Ferrara che andrà addirittura al servizio della peggiore nemica di sempre, la Vecchia Signora.
In maglia azzurra vive anni da protagonista, l'ultimo anno indosserà la fascia da capitano, ma la situazione è impossibile e Pino non arriverà neanche a brindare l'arrivo del nuovo millennio con l'azzurro tatuato sul cuore, ci lascia per la Forentina.
A Firenze l'ambiente è caldo e la squadra è fortissima ma hanno uno dei migliori portieri italiani di tutti i tempi, Francesco Toldo, e così Taglialatela abbandona la maschera di Batman per relegarsi al ruolo di Robin.
Come Robin esordisce però in Champions League ed a Firenze si è dimostrato per quello che è sempre stato, un esempio di rara professionalità che in un ambiente caldo come Firenze rinchiuso in una cittadina comunque tranquilla si esprime al meglio e dopo tre anni decide di spostarsi a pochi chilometri in una società di B stanca di stare a guardare le altre squadre della regione festeggiare: il Siena.
Un anno, sempre da secondo, e la prima storica promozione in Serie A. Batman è felicissimo ma ha deciso di lasciare, l'aria di casa comincia a chiamare. Prima il Benevento, poi il ritorno all'Avellino prima di appendere i guantoni definitivamente nella Bat-Caverna.
Il calcio è per lui un sentimento troppo grande e continua a farsi vedere nei salotti i televisivi della città dopo aver collaborato con la sua prima società, l'Ischia Isolaverde.
Per molti sarà sempre parte di quella categoria di eterno secondo, che ha preferito accomodarsi in panchina anziché rimboccarsi le maniche e provare a guadagnarsi il posto da titolare ma per i napoletani lui sarà l'ultimo difensore dei colori del cielo che nel decennio nero che sono stati gli anni '90 partenopei si è sacrificato ed ha tirato avanti la carretta più di una volta. È stato uno dei portieri più preparati ed allo stesso tempo sottovalutati nella storia del calcio italiano stretto anche da una generazione d'oro che vedeva Pagliuca, Marchegiani, Galli, Zenga, Peruzzi, Toldo, Buffon e tanti altri tutti contemporaneamente. Era un altro tipo di calcio.
A Napoli chi ama non dimentica e noi non dimenticheremo mai Batman Taglialatela.
Nota a margine
Pino ha il record per la percentuale di rigori parati in Italia, 11 su 27. Quando sentirete parlare di pararigori nelle varie trasmissioni perché un portierino moderno ha indovinato la traiettoria, pensate ai voli che faceva Batman, senza uniforme in Keplar però.